LA LUNGA STORIA DELLA COSMESI A BASE DI OLIO DI OLIVA

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Il primo nodo storico da cui si dipana la trama di un racconto di bellezza a base dell’olio di oliva che attraversa i secoli e le geografie, per arrivare intatto fino ai giorni nostri è il IV e III a.C. Già allora Creta, la Palestina, la Siria, la Mesopotamia sono specializzate, come testimonia una ricca varietà di reperti archeologici, nella cosmesi mediante la produzione, la lavorazione e il commercio di aromi, unguenti e olii profumati a base di olio d’oliva, utilizzato sovente come fissatore delle forti essenze aromatiche utilizzate tradizionalmente da queste civiltà.

L’impiego dell’olio di oliva per fini cosmetici proviene direttamente dall’universo di valori e credenze che è il seme della sensibilità mediterranea. Fra i primi a scoprirne e valorizzarne le potenzialità emollienti ed idratanti, anche gli Egizi, che già nel papiro di Ebers, menzionavano dettagliatamente ingredienti e procedure di preparazione per una crema antirughe a base di olio di oliva a cui erano poi secondariamente aggiunti: bacche di cipresso, latte, grani di incenso e cera.

I greci poi legati fortemente legati alla coltura dell’olivo, pianta simbolo della loro terra, si avvalevano del prezioso nettare dorato per cospargere il corpo degli atleti, in modo da potenziarne ed esaltarne la perfezione estetica dei corpi scultorei e definiti; ma anche per prepararli, attraverso il massaggio termico, all’attività sportiva. L’uso dell’olio era talmente radicato nella cultura e nell’immaginario greco da trasparire negli scritti omerici, ripetutamente. Nausicaa infatti è invitata dalla regina ad ungersi con olio dopo il bagno con le ancelle; lo stesso Ulisse riconosciuto dalla nutrice sarà accolto da questa con il rituale del lavaggio e dell’unzione del corpo con olio di oliva; nei riti funebri dedicati a Patroclo il momento dell’unzione è una tessera chiave del pathos narrativo creato. In Grecia l’arte degli unguenti infatti, si afferma con forza trovando dei centri di grande vitalità a Cipros, Delos e Corinto; luoghi nasce la cosmetica classica.

L’uso diffusissimo degli unguenti a base di olio di oliva è la matrice di una fiorente produzione di strumenti e artefatti pensati per la conservazione e l’uso degli stessi. Ampolle, contenitori in alabastro o vetro soffiato diventano presto simboli di uno status vero e proprio, monili da portare appesi al polso con preziose catenelle.

La cultura del massaggio a base di olio di oliva risulta particolarmente apprezzata anche dai romani che riconoscevano all’olio un ruolo di grande centralità nella cura della pelle, chiamando i trattamenti a base di olio di oliva “bagni di bellezza”. Non solo emolliente e idratante ma anche lenitivo per gli stati di irritazione della pelle, per quelli di secchezza cutanea e desquamazione ed infine per le ustioni, senza dimenticare che per moltissimo tempo, quando ancora non esistevano i punti di sutura, l’olio di oliva assolveva una funzione cicatrizzante anche per le ferite da taglio.

L’uso cosmetico di questo prodotto conoscerà una fase di arresto durante l’epoca medioevale quando l’imperante cultura cattolica cristiana condannerà apertamente ogni azione legata alla cura del corpo. Sarà il Rinascimento con l’amore per i profumi e le pratiche di cura e bellezza a portare ad una progressiva riscoperta dell’olio d’oliva nelle prassi cosmetiche. Anche se il vero e proprio ritorno in auge dell’olio d’oliva nell’impero della bellezza si registra nel ‘600; dove spesso nei Secreta, volumetti tascabili contenenti ricette e rimedi di bellezza, esso è associato ad altri prodotti per la cura e la bellezza della pelle. Un esempio in tal senso è contenuto anche fra i “rimedi” che figurano nei Segretidella signora Isabella Cortese, volume risalente al 1622 (Venezia) ad oggi conservato nel Museo dell’Olivo e dell’Olio a Torgiano.

Un tragitto lungo e interessante quello del prezioso oro del mediterraneo, che sembra affiancare da secoli la storia dell’uomo, intrecciandosi alla sua visione di bellezza e benessere.

Riferimenti bibliografici: Museo dell’olio e dell’olivo- Itinerario; volume della fondazione Lungarotti a cura di Maria Grazia Marchetti Lungarotti, Torgiano (Perugia) 2001; AA.VV, Olio extravergine d’oliva. I valori della tradizione la cultura della qualità, Nardini editore, Firenze 2003.